n.7. “Forme elicoidali ” di Paolo Mazzuferi

n.7. “Forme elicoidali ” di Paolo Mazzuferi

Questo settimo volume della collana “Quaderni” esce in occasione della mostra “Elicoidi” dello scultore Paolo Mazzuferi, allestita presso la Bottega Giovanni Santi, nella Casa Natale di Raffaello Sanzio a Urbino, dal 30 settembre al 14 ottobre 2012.
Come per il quarto volume della collana, dedicato alle opere grafiche di Emilio Frisia, anche questo non è dedicato a personaggi o luoghi del Rinascimento, ma ne conserva lo spirito, caratterizzato dal quel connubio fra scienza e arte che del Rinascimento costituì uno dei principali tratti.
Le forme che ci propone Paolo Mazzuferi scaturiscono infatti da un profondo studio di carattere matematico che ne caratterizza l’estetica e ne fornisce una interessante e originale chiave di lettura. Questo non può non ricordarci gli artisti che nel Rinascimento gravitarono intorno alla Corte di Urbino, primo fra tutti Piero della Francesca, che fondarono la propria arte su solide basi matematiche.
Il matematico inglese Godfrey H. Hardy nel bellissimo libro Apologia di un matematico scrive:”Il matematico, come il pittore e il poeta, è un creatore di forme. Se le forme che crea sono più durature delle loro, è perché le sue sono fatte di idee”.
Di queste forme perenni Hardy dà un esempio: “317 è un numero primo, non perché lo pensiamo noi, o perché la nostra mente è conformata in un modo piuttosto che in un altro, ma perché è così, perché la realtà matematica è fatta così”. Come dire che potrebbe scomparire l’intero universo ma il 317 rimarrebbe, e resterebbe sempre un numero primo. Lo stesso vale per tutti gli oggetti di si occupa e si è occupata la matematica antica e moderna: poliedri, curve, equazioni, insiemi… Così Hardy arriva a concludere: “Credo che la realtà matematica sia fuori di noi, che il nostro compito sia di scoprirla o di osservarla, e che i teoremi che noi dimostriamo, qualificandoli pomposamente come nostre ‘creazioni’, siano semplicemente annotazioni delle nostre osservazioni”.
La visione e la rappresentazione delle forme che popolano quel mondo matematico di cui parla Hardy, e che stanno al di là del tempo, ha sempre attratto e sfidato pittori e scultori dal Rinascimento a oggi. Una tensione che nel Rinascimento ha dato origine alla rappresentazione in prospettiva: la ricerca di un legame tra matematica e pittura che trasferisca a quest’ultima quella certezza e quella permanenza di cui gode la prima. Una tensione che rimane viva anche oggi come abbiamo voluto riconoscere con la mostra “La prospettiva a 180° e oltre, il punto di vista di Emilio Frisia”.
Con questa seconda mostra il Centro internazionale di studi “Urbino e la prospettiva” ha voluto proseguire il discorso iniziato passando dalle due dimensioni alle tre dimensioni della scultura.

E’ possibile richiedere copie dei”Quaderni” da
Centro Internazionale di Studi “Urbino e la Prospettiva”
Sede: Via Saffi, n.42, 61029 Urbino
e-mail: urbinoelaprospettiva@uniurb.it
tel. e fax : 0722 329695
cell.:+39 338 73 18 280


copertina a cura di Lucia Tomassini.